
Il castello di Groussay, situato a Montfort-l’Amaury nei Yvelines, appartiene oggi a una SCI Château de Groussay. Questa società civile immobiliare costituisce il veicolo giuridico che detiene il dominio, classificato monumento storico dal 1993. Dietro questa struttura si nascondono decenni di trasmissioni complesse, un’eredità estetica singolare e affari giudiziari internazionali che hanno collocato questa proprietà al crocevia del patrimonio francese e della lotta contro il riciclaggio.
Costituzione in SCI e opacità della detenzione immobiliare a Groussay
Per le grandi proprietà classificate, il ricorso a una SCI consente di dissociare la gestione del bene dalla persona fisica che lo controlla. Le spese di manutenzione di un monumento storico sono mutualizzate, e la trasmissione ereditaria avviene tramite cessione di quote sociali piuttosto che tramite vendita diretta del bene.
Nel caso di Groussay, questa struttura rende l’identificazione del proprietario finale meno leggibile. I registri pubblici menzionano la SCI, ma rintracciare il proprietario attuale del castello di Groussay su Immotive implica risalire la catena degli associati e delle strutture finanziarie che hanno accompagnato le ultime transazioni.
Questo tipo di detenzione non ha nulla di illegale di per sé. La SCI rimane il modo di detenzione più diffuso per i castelli privati in Francia. È la provenienza dei fondi investiti nell’acquisizione che ha sollevato problemi per Groussay.

Duchessa di Charost e Charles de Beistegui: i due fondatori del dominio
Il castello è stato costruito a partire dal 1815 per la duchessa di Charost, come casa di campagna. L’edificio originale era una dimora classica, senza pretese monumentali particolari.
È Charles de Beistegui, collezionista ed esteta franco-messicano, che ha trasformato Groussay nel corso del XX secolo. Ha acquisito il dominio e l’ha ampliato in modo spettacolare, aggiungendo un teatro privato, una biblioteca d’apparato e soprattutto un parco costellato di fabbriche di giardino ispirate a modelli internazionali:
- Una tenda tartara, che riproduce un padiglione d’ispirazione ottomana, con una struttura tessile e decorazioni dipinte
- Una pagoda cinese, costruita in scala reale con un interno ornato di laccature e cineserie
- Un ponte palladiano e una colonna rostrale, riferimenti diretti all’architettura classica inglese e romana
Beistegui ha condotto questi lavori per diverse decadi, fino al 1970 circa. La sua ambizione era di creare un luogo di vita che fosse anche un manifesto artistico, mescolando riferimenti all’arte europea, ottomana e asiatica in un unico parco degli Yvelines.
Affare Karimova e fondi controversi legati all’acquisto del castello
Dopo la morte di Beistegui, il dominio è cambiato di mano. L’acquisizione che ha attirato l’attenzione delle autorità giudiziarie è legata alla rete di Gulnara Karimova, figlia dell’ex presidente uzbeko Islam Karimov.
Numerose indagini, tra cui quella del Ministero pubblico della Confederazione svizzera, hanno stabilito che Karimova si trovava al centro di un sistema di corruzione nel settore delle telecomunicazioni in Uzbekistan. Operatori come Telia e VimpelCom erano coinvolti nel pagamento di tangenti per ottenere licenze. I fondi derivanti da questo sistema sono stati riciclati tramite acquisizioni immobiliari di lusso in Europa.
Groussay figura tra i beni identificati in questi circuiti. Il castello è stato posto sotto sequestro nell’ambito di procedure di confisca internazionale. La cooperazione tra le autorità francesi e svizzere ha permesso di congelare gli attivi legati a questa rete, un’azione che si inserisce in un movimento più ampio di tracciabilità dei patrimoni di lusso acquisiti con fondi illeciti.
Conseguenze per la gestione del dominio
Un bene sotto sequestro rimane giuridicamente detenuto dalla sua struttura proprietaria (qui la SCI), ma le decisioni di gestione, vendita o trasformazione sono sospese o soggette ad autorizzazione giudiziaria. Per un monumento storico classificato, questa situazione crea un rischio concreto: i lavori di manutenzione ordinaria possono essere ritardati, e la valorizzazione culturale del sito diventa incerta.

Patrimonio classificato e futuro del castello di Groussay
La classificazione ai sensi dei monumenti storici, ottenuta nel 1993, protegge il castello e il suo parco contro le modifiche non autorizzate. Questa protezione copre sia l’edificio principale che le fabbriche del giardino, il che lo rende un insieme patrimoniale raro in Île-de-France.
La questione che si pone oggi riguarda l’articolazione tra protezione patrimoniale e vincoli giudiziari. Finché le procedure legate all’affare Karimova non saranno completamente risolte, lo status del dominio rimane sospeso tra due logiche: quella della conservazione del patrimonio e quella della giustizia internazionale.
Iniziative di residenze per artisti e aperture occasionali al pubblico sono state evocate per mantenere un’attività culturale sul sito. Questo tipo di programma consente di giustificare investimenti di manutenzione pur dando una funzione al luogo, ma dipende direttamente dalle autorizzazioni legate allo status giuridico del bene.
Il caso di Groussay illustra una situazione che riguarda altre proprietà di prestigio in Francia e in Europa. Quando un castello classificato si trova al centro di una procedura di confisca internazionale, la protezione del patrimonio entra in tensione con il congelamento degli attivi. La risoluzione di questa tensione, a Groussay come altrove, dipenderà tanto dalle decisioni di giustizia quanto dalla capacità delle autorità patrimoniali di mantenere l’integrità fisica del dominio durante la durata delle procedure.